Salvatore Settis's Italia S.p.A. L’assalto del patrimonio culturale PDF

By Salvatore Settis

ISBN-10: 8806185497

ISBN-13: 9788806185497

Nato come reazione ai tentativi del governo Berlusconi di svendere il patrimonio culturale pubblico, di ridurre il livello della tutela e di privatizzare i musei, questo libro di battaglia ha proposto una riflessione sul ruolo del patrimonio culturale e paesaggistico nella Costituzione, nell'identità e nella storia nazionale, e ha trovato vasta eco nell'opinione pubblica. Esaminando le caratteristiche specificamente italiane della tutela, los angeles sua storia e los angeles sua dimensione politica, Salvatore Settis mette in rilievo il legame uniqueness che lega il patrimonio al territorio, alla storia e alla lingua del Paese, ai traguardi della società civile. Esperienze e fallimenti della pubblica amministrazione (di destra e di sinistra) vengono messi a confronto con quanto accade in Europa e in the United States, ma anche con le potenzialità del "sistema Italia" nel'interazione (finora evitata ma possibile) fra amministrazione della tutela e strutture pubbliche della ricerca e formazione (università).

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Catoni, Fra «scuola» e «custodia»: la nascita degli organismi di tutela artistica, in «Ricerche di Storia dell’Arte», 50 (1993), pp. 41 sgg. 2 G. Galice, Du peuple-nation. Essai sur le milieu national des peuples d’Europe, Lyon 2002. III. L’Italia e gli altri Secondo un luogo comune molto diffuso, l’Italia avrebbe da sola il 40 per cento del patrimonio artistico mondiale (recentemente si è letto sui giornali che Toscana e Umbria insieme avrebbero, da sole, il 20 per cento del patrimonio artistico mondiale).

Perché tutti sono parte, anche, dello stesso tessuto culturale e civile che, fuori del museo, si dispiega con meravigliosa continuità nelle strade e nelle case. In altri termini, i nostri musei riflettono non solo e non tanto il collezionismo, ma in primissimo luogo la storia e la cultura del loro territorio. ) verrebbero fatalmente sacrificati. Naturalmente questa situazione non è esclusiva dell’Italia, anzi si ripete in molti altri Paesi, specialmente in Europa. Dov’è, allora, la peculiarità, l’unicità del «modello Italia»?

In tal modo il contesto storico viene fatalmente eroso, i cittadini ne perdono il senso e la memoria, le poche opere protette navigano in un oceano vuoto. Il modello italiano è l’esatto contrario, e non sto affatto dicendo che non vi siano state e non vi siano distruzioni e dispersioni, ma largamente arginate da un’abitudine culturale e giuridica a quella che si può chiamare la «conservazione identitaria dell’arte». Un altro esempio: chi non conosce la gloria delle ville inglesi, di quelle country houses tanto spesso costruite da architetti di primissimo piano?

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by James
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